COME INIZIARE A VENDERE STOCK ONLINE CON UN INVESTIMENTO DI 171$

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Una volta presa la decisione di costruire il mio sito vintage-nostalgia.com per vendere stock images (vedi puntata precedente: UN SITO DI STOCK IMAGES TUTTO MIO ) mi sono messa alla ricerca di cosa esistesse di pronto per facilitarne lo sviluppo.
La mia lunga pratica di web designer è tornata molto buona nel accorciare i tempi di questa fase.
Non solo, ma anche a ridurre di brutto la spesa iniziale.

REALIZZAZIONE SITO-SHOP – LE SCELTE DECISIVE

Piattaforma web:

Per vendere esistono parecchie soluzioni nel web. Alcune sono chiavi in mano e spesso costano parecchio.
In effetti, visti i prezzi mensili e annuali, mi sono orientata subito verso WordPress una piattaforma generica open source e free che conosco molto bene:

  • non è specificatamente orientata allo shop, quindi molto flessibile
  • è la piattaforma web più diffusa con un numero incalcolabile di plugins – molti dei quali free – da aggiungere a seconda delle proprie esigenze

Scelta fatta! Occorre ora decidere che plugin-shop usare.

Shop digitale:

La mia scelta si è ristretta subito: Woocommerce o Easy Digital Downloads (EDD)?
Scartate altre soluzioni anche tagliate su misura proprio per vendere immagini online sono rimasta su quelle che mi sembravano più affidabili e flessibili.
In entrambi i casi gli shop-plugins di base sono free. Sono le opzioni che falcidiano il portafoglio: ora è in voga far pagare l’acquisto dei plugins-opzione non una tantum ma annualmente come in una specie di affitto. Anche se il costo non è insopportabile provate a moltiplicarlo per 5 o 6 e diventa un fardello.
Alla fine ho optato per EDD – specifico per vendere prodotti digitali – scegliendo solo la versione base free senza sub-plugins che costano, alcuni anche parecchio. Idem per Woocommerce che da questo punto di vista non è da meno per farvi pagare caramente ogni desiderio in più.

Hosting

Qui vale l’esperienza professionale. Nella mia carriera ho frequentato e usato molto compagnie di hosting: alcune non esistono più, delle altre conosco i pregi e i difetti.
Mi sono buttata su qualcosa nuovo per me: ho scelto la versione Turbo shared di A2 Hosting completa di SSL e senza limiti di memoria. Almeno sulla carta era proprio quello che cercavo: un server senza limiti di memoria e con prestazioni veloci per non essere penalizzata dai motori di ricerca.

Il sito sembra effettivamente veloce, la versione shared va bene almeno per incominciare e il costo annuale pari a circa 146$ per il primo anno (raddoppia nei seguenti) si è preso la parte del leone del mio budget. Se le prestazioni promesse si rivelano affidabili il prezzo è più che accettabile.

Presentazione immagini:
Gli altri 25$ del budget iniziale se li è presi la versione PRO di WP Show Post che conoscevo già e che trovo eccezionale nella presentazione sia di pagine piene di immagini che di post tipo blog:

Il resto è free
E poi stop con le spese. Il resto sono sono tutti plugins di WordPress scelti con molta cura fra i free of charge, spesso non direttamente correlati con uno shop.
Aiuta molto in questi casi l’abitudine di analizzare separatamente ogni singolo problema da risolvere.

In pratica il mio lavoro è stato:

  • ricercare online la soluzione di un determinato task
  • scaricare un plugin
  • provarlo
  • disattivarlo
  • provarne un altro e così via fino a trovare una soluzione soddisfacente

Così ben focalizzata, più di una volta mi è capitato di trovare la soluzione nelle pieghe di WordPress stesso senza il bisogno di un altra aggiunta software.

Automazione = indipendenza

La prossima puntata è un po’ più tecnica e riguarda in dettaglio l’automatizzazione delle immagini e della pagine web dal computer allo shop.
La scelta di automatizzare OFFLINE la preparazione dei files e delle pagine web per il sito ha un suo motivo strategico:
in questa maniera qualsiasi host va bene.
A parte la velocità non viene chiesta al server nessuna opzione particolare, nessun software aggiuntivo per il trattamento delle immagini: rimane tutto nello standard delle offerte. Questo riduce drasticamente il costo del servizio.

Se non vi trovate bene da un host, in pochi giorni (dipende dal numero delle immagini da caricare per ftp) siete operativi da un altra compagnia.

Puntata precedente: UN SITO DI STOCK IMAGES TUTTO MIO
Prossima puntata: COME AUTOMATIZZARE UN SITO DI STOCK IMAGES E VIVERE FELICI

UN SITO DI STOCK IMAGES TUTTO MIO

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Da un sacco di tempo volevo un mio sito personale dove vendere immagini.
Ci avevo già provato in passato senza molto successo: i problemi di manutenzione del sito erano troppo gravosi anche automatizzando parzialmente l’upload delle immagini.

Insomma ci avevo messo proprio una pietra sopra fino a quando una serie di considerazioni (di cui riferisco qui sotto) mi hanno fatto ripensare al progetto.
Ora però ce l’ho fatta: ho un sito automatizzato in tutte le sue parti, semplice da mantenere e mi pare funzionale e piacevole per l’utente.
Ho scelto per cominciare solo un mio prodotto di nicchia: la divulgazione high res di immagini antiche dai libri di antiquariato che colleziono con grande passione e che restauro e riproduco digitalmente con un procedimento collaudato e messo a punto in anni di esperienza

Le considerazioni preliminari:

  • Il mercato delle stock images è ormai inflazionato: tutti possono scattare foto di qualità con macchine fotografiche a buon prezzo e con cellphones. L’offerta e la concorrenza sono enormi.
  • Le agenzie lavorano con decine di milioni di immagini (a dir poco), ricercare lì in mezzo quelle ‘giuste’ per il cliente non è un compito facile.
    Mi sembra che troppe immagini comportino un effetto boomerang: già dopo aver sfogliato online 4-5 pagine piene di foto o illustrazioni l’interesse decade rapidamente. Mi domando se le mie immagini caricate sui siti delle agenzie vengano trovate anche se curo in maniera maniacale le keywords perdendoci molto tempo su.
  • Una riprova ai miei dubbi mi viene purtroppo dal fatto che – pur dopo aver alimentato di qualche migliaio di immagini i miei accounts sul pugno di agenzie dove ancora vale la pena di postare – il rendimento in royalties anche se non cala non aumenta.
  • Leggendo poi il muro del pianto che sono diventati i forums specializzati, mi viene un altro brutto pensiero: che non solo le royalties siano ormai in generale alquanto modeste ma che non esista nessun controllo su quante nostre immagini vengano effettivamente vendute. Ci fidiamo?

Mi sembra che occorra a questo punto riprendere in mano l’iniziativa e giocare nel web le proprie carte in maniera differente. Come fare? Sbrigliando la fantasia mi viene in mente che la soluzione potrebbe essere una coperativa online di artisti collegati in un megasito dove ognuno ha il suo spazio-sito e la sua nicchia-specialità personale

Era un po’ questa l’idea di Simbiostock che però sembra non abbia funzionato. Probabilmente il difetto non stava nell’idea in sé ma nella sua realizzazione. Le intenzioni di partenza parevano buone: ho anche usato il loro plugin per la gestione delle immagini che mi è però sembrato alquanto farraginoso.

Comunque il primo problema da risolvere rimane come realizzare un sito stock personale completamente automatizzato. Una volta costruito e funzionante, può eventualmente mergersi con strutture analoghe e crescere assieme.

Come il cane che rosicchia l’osso ho cominciato ad affrontare di nuovo l’idea del sito stock personale scomponendolo in task semplici.

I requisiti minimi del sito:

  • il sito deve essere veloce altrimenti non è competivo e viene penalizzato dai motori di ricerca: il host deve essere scelto con gran cura
  • Il sito deve utilizzare una connessione sicura: il protocollo SSL è ormai indispensabile per ogni sito per bene e in particolare per uno shop
  • il sito deve essere in regola con le direttive EU: questo vuol dire privacy policy e prezzi con tasse in evidenza.
  • Lo spazio del sito non deve essere limitato a pochi Gigabytes

Gli automatismi necessari

    Certo è sempre possibile preparare manualmente le pagine dei prodotti dello shop o caricare manualmente le immagini, ma non è questa la strada per poter avere un sito aggiornabile senza fatica ogni giorno. Mi sono posta il problema di come fare per automatizzare completamente l’aggiornamento senza intervento manuale:

  • Le immagini devono essere caricate a blocchi per ftp, la connessione più veloce fra il vostro computer e il server online
  • Occorre estrarre offline i metadata dalle immagini automaticamente, soprattutto le keywords estremamente importanti per l’ottimizzazione delle pagine web per i motori di ricerca dove vengono usate come tags
  • Occorre caricare tutti i dati per popolare un blocco di pagine web dello shop automaticamente con un file di testo. Un protocollo generalmente usato sono i files .csv preparati in ambiente Excel.
  • I files .csv a loro volta devono essere costruiti offline dai dati delle immagini e completati con i rimanenti parametri delle pagine dei prodotti (categorie, url’s dei files da scaricare ecc.) in maniera automatica

Last but not least…

Un ultimo requisito importante: l’investimento monetario iniziale deve essere modesto.
Occhio ai costi dunque: quando e se l’agenzia personale prende le ali si possono allargare i cordoni della borsa.

Nella prossima puntata: COME INIZIARE A VENDERE STOCK ONLINE CON UN INVESTIMENTO DI 171$

Microstock: cosa fotografare

Cosa fotografare che possa interessare un acquirente?

Non c’è limite al brutto.

Posso scioccarvi? Non sempre le vostre foto più belle coincidono con le più vendute.
guardate alcune mie immagini, vendute e rivendute attraverso gli anni :

una camicia scozzese isolata su bianco

red winter shirt with tartan pattern


una grata metallica per terra

grunge and dirty iron floor plate with diamond motives
un cartello di lavori in corso

road in maintenance signal on a urban pavement


una pianta di pomodori…

Gardening on the balcony, potted tomato plant with ripe cherry tomatoes to be harvested

… questa cornice vuota è il mio best-seller da Shutterstock è ha totalizzato finora solo lì la bellezza di 616,28 dollari di royalties!

non dico proprio che non c’è limite al brutto e banale, ma spesso guardando una foto ho pensato: mah, mettiamola pure anche se non si venderà. E invece…

Per compensare fra i miei best sellers ci sono alcune foto iconiche di edifici tipo il palazzo reale a Genova

Royal Palace (Palazzo Reale or Palazzo Stefano Balbi)) in Genoa, Italy is  beautiful example of monumental architecture. Building begun on 1618 for the Balbi family

o luoghi fotogratissimi come L’Englischer Garten a Monaco, qui in una calda giornata di Ferragosto,

MUNICH, GERMANY-AUGUST 15, 2013. People enjoy the sun on the green of the Englischer Garten in Munich on a summer holiday day

che comunque da anni vendono sempre molto bene.

Per contro alcune immagini che mi sembrano bellissime, sembra che piacciano solo a me.

La nicchia, un mito da sfatare.

Molti vi diranno: trovate la vostra nicchia, trovate un campo nuovo dove c’è poca concorrenza.
A me sembra importante invece come vi guardate attorno. Vi direi piuttosto di rivisitare le strade già battute senza paura: più che la tecnica è importante il contenuto e il vostro punto di vista.
Fatevi pure ispirare dalle foto più popolari nelle agenzie di microstock , ma riproponetele in maniera nuova: pensate al concetto che volete esprimere e a una prospettiva un po’ inusuale. Se si tratta di un paesaggio focalizzatevi su un particolare significativo, quello che della scena vi colpisce di più.

Venice, Arsenal dockyard built in 1104 with ancient docks, the powder house and a piece of modern art presented at the Biennale di Venezia

Siate creativi, è la parte più divertente di tutta la faccenda microstock