La vita al tempo del corona virus

FOUTAIN-s by .

Con questa storia del corona virus i giorni sono diversi dal solito.
Il mio lavoro sul web non ha subito scosse, c’è più tempo però per riscoprire la natura e i meli in fiore: l’aria è più cristallina ed è bellissimo andare in bici nei dintorni.
Insomma c’è più tempo per guardarsi attorno ed apprezzare quello che si ha vicino a noi. Ho preso in mano alcune mie foto locali e le ho “acquarellate”, un mio tributo di affetto a questa cittadina universitaria dall’aria sanamente rurale ma a solo 20 minuti di metro dal centro di Monaco.

Stock images: è giunto il momento del sito personale?

Mishmash objects with statue by Luisa Fumi.

Riflessioni sul microstock

Stato dell’ arte

Frequento non proprio ogni giorno ma quasi il forum microstockgroup popolato dai fotografi che contribuiscono con le loro immagini alle più conosciute agenzie di microstock. Così, per sentire il polso della situazione. Per lo più ne escono alti lai sul deterioramento della professione e sulle percentuali delle royalties sempre in diminuzione.
E’ vero, per i contributors la crisi c’è ed è in un buco nero.
Complice la diffusione di macchine fotografiche e smartphones sempre più perfezionati, il mercato è inflazionato: l’ offerta è enorme, di qualità da sufficiente a eccelsa. Le agenzie ne approfittano, i compensi calano. La concorrenza fra le agenzie stesse sembra sempre più spietata e le più piccole soccombono.

A cosa servono 100 milioni di immagini?

Le agenzie ora possono contare su perlomeno diecine di milioni di immagini.
Ma siamo sicuri che la scelta del cliente funzioni al top?
Come si fa ad arrivare all’immagine “giusta” se le statistiche dicono che la maggior parte degli utenti in una ricerca non va oltre la prima pagina o al massimo guarda le prime tre?
Sembra che le agenzie per non fare uscire sempre le stesse immagini in una data ricerca le ruotino, in parte random, in parte seguendo criteri che vengono aggiustati di volta in volta.

Mi chiedo se valga la pena di sprecare tanto tempo nel keywording che è la parte più noiosa dell’image processing. Ma soprattutto: che senso ha per un’agenzia possedere tante immagini se poi è come se ne avesse solo qualche migliaio da far vedere ?
Mi domando se non siamo anche qui in un buco nero di crisi.

Una via d’uscita

Forse è giunto il momento di rispolverare con altri criteri il sito personale, dove il fotografo vende da solo le proprie immagini.
Non un sito generico però, altrimenti ci confonderemmo con le piccole agenzie che hanno già vita difficile.
Un sito monografico su un argomento di interesse piuttosto ampio, che possa contenere qualche migliaio di immagini, ben studiato, diviso magari in gallerie secondo sub-categorie, facile da sfogliare dagli appassionati del genere: da chi cerca ad esempio immagini di sport, di difesa personale o alpinismo, di una certa regione Europea alquanto turistica, uno stile di vita vegano, concerti rock, energie sostenibili e altri temi molto attuali oppure un po’ retro tipo steampunk.
Magari aggiungendoci vicino un blog, che male non fa.
Pensate un po’ alle vostre passioni, a cosa vi piace fotografare di più: nel vostro cassetto (digitale) sono sicura che avete immagini in quantità.
In questa maniera le tanto sudate keywords estratte e divenute tags delle vostre pagine non vengono sprecate ma verranno usate da Google (o ancora meglio da Duckduckgo) per far trovare nelle ricerche proprio le vostre foto.
Parola mia, provato sulla mia pelle e funziona! 😀

Le vostre 2000 – 4000 immagini abilmente presentate e SEO ottimizzate possono farsi valere tutte e piazzarsi bene da sole con i motori di ricerca.

E poi perchè limitarsi ad un unico sito monografico? Sulla falsariga del primo potete crearne altri.
Coraggio, che forse una via di uscita c’è.

Dopotutto non occorre attirare milioni di visitatori e spendere follie in pubblicità quando ci si può permettere di tenere tutto il ricavato.

stock by .

UN SITO DI STOCK IMAGES TUTTO MIO

WOMAN-POSTER2-300 by .

Da un sacco di tempo volevo un mio sito personale dove vendere immagini.
Ci avevo già provato in passato senza molto successo: i problemi di manutenzione del sito erano troppo gravosi anche automatizzando parzialmente l’upload delle immagini.

Insomma ci avevo messo proprio una pietra sopra fino a quando una serie di considerazioni (di cui riferisco qui sotto) mi hanno fatto ripensare al progetto.
Ora però ce l’ho fatta: ho un sito automatizzato in tutte le sue parti, semplice da mantenere e mi pare funzionale e piacevole per l’utente.
Ho scelto per cominciare solo un mio prodotto di nicchia: la divulgazione high res di immagini antiche dai libri di antiquariato che colleziono con grande passione e che restauro e riproduco digitalmente con un procedimento collaudato e messo a punto in anni di esperienza

Le considerazioni preliminari:

  • Il mercato delle stock images è ormai inflazionato: tutti possono scattare foto di qualità con macchine fotografiche a buon prezzo e con cellphones. L’offerta e la concorrenza sono enormi.
  • Le agenzie lavorano con decine di milioni di immagini (a dir poco), ricercare lì in mezzo quelle ‘giuste’ per il cliente non è un compito facile.
    Mi sembra che troppe immagini comportino un effetto boomerang: già dopo aver sfogliato online 4-5 pagine piene di foto o illustrazioni l’interesse decade rapidamente. Mi domando se le mie immagini caricate sui siti delle agenzie vengano trovate anche se curo in maniera maniacale le keywords perdendoci molto tempo su.
  • Una riprova ai miei dubbi mi viene purtroppo dal fatto che – pur dopo aver alimentato di qualche migliaio di immagini i miei accounts sul pugno di agenzie dove ancora vale la pena di postare – il rendimento in royalties anche se non cala non aumenta.
  • Leggendo poi il muro del pianto che sono diventati i forums specializzati, mi viene un altro brutto pensiero: che non solo le royalties siano ormai in generale alquanto modeste ma che non esista nessun controllo su quante nostre immagini vengano effettivamente vendute. Ci fidiamo?

Mi sembra che occorra a questo punto riprendere in mano l’iniziativa e giocare nel web le proprie carte in maniera differente. Come fare? Sbrigliando la fantasia mi viene in mente che la soluzione potrebbe essere una coperativa online di artisti collegati in un megasito dove ognuno ha il suo spazio-sito e la sua nicchia-specialità personale

Era un po’ questa l’idea di Simbiostock che però sembra non abbia funzionato. Probabilmente il difetto non stava nell’idea in sé ma nella sua realizzazione. Le intenzioni di partenza parevano buone: ho anche usato il loro plugin per la gestione delle immagini che mi è però sembrato alquanto farraginoso.

Comunque il primo problema da risolvere rimane come realizzare un sito stock personale completamente automatizzato. Una volta costruito e funzionante, può eventualmente mergersi con strutture analoghe e crescere assieme.

Come il cane che rosicchia l’osso ho cominciato ad affrontare di nuovo l’idea del sito stock personale scomponendolo in task semplici.

I requisiti minimi del sito:

  • il sito deve essere veloce altrimenti non è competivo e viene penalizzato dai motori di ricerca: il host deve essere scelto con gran cura
  • Il sito deve utilizzare una connessione sicura: il protocollo SSL è ormai indispensabile per ogni sito per bene e in particolare per uno shop
  • il sito deve essere in regola con le direttive EU: questo vuol dire privacy policy e prezzi con tasse in evidenza.
  • Lo spazio del sito non deve essere limitato a pochi Gigabytes

Gli automatismi necessari

    Certo è sempre possibile preparare manualmente le pagine dei prodotti dello shop o caricare manualmente le immagini, ma non è questa la strada per poter avere un sito aggiornabile senza fatica ogni giorno. Mi sono posta il problema di come fare per automatizzare completamente l’aggiornamento senza intervento manuale:

  • Le immagini devono essere caricate a blocchi per ftp, la connessione più veloce fra il vostro computer e il server online
  • Occorre estrarre offline i metadata dalle immagini automaticamente, soprattutto le keywords estremamente importanti per l’ottimizzazione delle pagine web per i motori di ricerca dove vengono usate come tags
  • Occorre caricare tutti i dati per popolare un blocco di pagine web dello shop automaticamente con un file di testo. Un protocollo generalmente usato sono i files .csv preparati in ambiente Excel.
  • I files .csv a loro volta devono essere costruiti offline dai dati delle immagini e completati con i rimanenti parametri delle pagine dei prodotti (categorie, url’s dei files da scaricare ecc.) in maniera automatica

Last but not least…

Un ultimo requisito importante: l’investimento monetario iniziale deve essere modesto.
Occhio ai costi dunque: quando e se l’agenzia personale prende le ali si possono allargare i cordoni della borsa.

Nella prossima puntata: COME INIZIARE A VENDERE STOCK ONLINE CON UN INVESTIMENTO DI 171$

Microstock: cosa fotografare

Cosa fotografare che possa interessare un acquirente?

Non c’è limite al brutto.

Posso scioccarvi? Non sempre le vostre foto più belle coincidono con le più vendute.
guardate alcune mie immagini, vendute e rivendute attraverso gli anni :

una camicia scozzese isolata su bianco

red winter shirt with tartan pattern


una grata metallica per terra

grunge and dirty iron floor plate with diamond motives
un cartello di lavori in corso

road in maintenance signal on a urban pavement


una pianta di pomodori…

Gardening on the balcony, potted tomato plant with ripe cherry tomatoes to be harvested

… questa cornice vuota è il mio best-seller da Shutterstock è ha totalizzato finora solo lì la bellezza di 616,28 dollari di royalties!

non dico proprio che non c’è limite al brutto e banale, ma spesso guardando una foto ho pensato: mah, mettiamola pure anche se non si venderà. E invece…

Per compensare fra i miei best sellers ci sono alcune foto iconiche di edifici tipo il palazzo reale a Genova

Royal Palace (Palazzo Reale or Palazzo Stefano Balbi)) in Genoa, Italy is  beautiful example of monumental architecture. Building begun on 1618 for the Balbi family

o luoghi fotogratissimi come L’Englischer Garten a Monaco, qui in una calda giornata di Ferragosto,

MUNICH, GERMANY-AUGUST 15, 2013. People enjoy the sun on the green of the Englischer Garten in Munich on a summer holiday day

che comunque da anni vendono sempre molto bene.

Per contro alcune immagini che mi sembrano bellissime, sembra che piacciano solo a me.

La nicchia, un mito da sfatare.

Molti vi diranno: trovate la vostra nicchia, trovate un campo nuovo dove c’è poca concorrenza.
A me sembra importante invece come vi guardate attorno. Vi direi piuttosto di rivisitare le strade già battute senza paura: più che la tecnica è importante il contenuto e il vostro punto di vista.
Fatevi pure ispirare dalle foto più popolari nelle agenzie di microstock , ma riproponetele in maniera nuova: pensate al concetto che volete esprimere e a una prospettiva un po’ inusuale. Se si tratta di un paesaggio focalizzatevi su un particolare significativo, quello che della scena vi colpisce di più.

Venice, Arsenal dockyard built in 1104 with ancient docks, the powder house and a piece of modern art presented at the Biennale di Venezia

Siate creativi, è la parte più divertente di tutta la faccenda microstock

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