Artist marketplace – Un idea nuova

stock3 by .

E’ da un po’ che mi rigiro in mente diverse domande con inquietudine:
cosa fare se le altre agenzie seguono l’esempio di Shutterstock, trattando i contributors da pezzenti?
come mai un’agenzia “buona” come Picfair non vende, pure avendo magnifiche foto ?

So cosa vuol dire mettere su un sito tipo agenzia di fotostock. Pur risolvendo con successo tutti i problemi inerenti al suo funzionamento la conduzione è costosa in termini di server e in tempo per l’ automazione e aggiornamento.

No, credo che la ripetizione di un’ agenzia – con le piccole esistenti che già arrancano – non sia la soluzione. Ci vuole un’idea nuova che possa attrarre chi cerca una o più foto con specifici requisiti.
Lo spunto me lo ha dato Alex Rotenberg durante il Shutterstock boycott quando dice che un cliente di punto in bianco si è messo in contatto con lui.

Perchè non mettere direttamente in contatto il cliente con i contributors saltando le agenzie?
Basterebbe un sito no profit molto semplice e affatto costoso che si presenti come una cooperativa di artisti (illustrazioni, foto, videos), in cui un cliente può fare una richiesta in dettaglio su cosa cerca. Il messaggio viene messo su una board mentre la richiesta parte per email a tutti i contributors.
Chi ha qualcosa che corrisponde ai desideri del richiedente (es. bambino che gioca in una pozzanghera) risponde con una o più immagini con watermark su una pagina apposita a cui ha accesso il cliente.
Questa sarebbe veramente la grossa novità: una risposta mirata “umana”, niente AI, niente 300 foto di una pozzanghera solitaria in un parco da diverse orientazioni. Niente tempo consumato in keywords (come le odio!)

Per i prezzi al cliente si può vedere: prezzo fisso, due fasce di prezzi di cui una premium, a contrattazione privata… è tutto da decidere. Sono regole della cooperativa che devono venire messe in chiaro precedentente. Sono importanti, perchè chi sgarra o non è leale viene messo alla porta.

Il sito sarebbe alquanto semplice, non richiederebbe prestazioni particolari dal server, nè grandi quantita di memoria da gestire. Le uniche spese sarebbero:

  • affitto annuale (poco),
  • spese di manutenzione software (poco se fatta di routine, ma va assolutamente fatta con cadenza settimanale per aggiornare il software e anche per prevenire malware e hackeraggio),
  • spese di design iniziale e eventuali sviluppi se la cosa ha successo (contenute).

Dopo prima vendita personale gli artisti contribuiscono alle spese (gestione trasparente!) con pochi dollari all’anno se si tratta di almeno 1000 – 1500 artisti che aderiscono all’idea.

Ci sarebbe una pagina che descrive la storia della coop, con un bel nome tipo “i fuoriusciti di Shutterstock” e qualche galleria ‘curata’ di foto monografiche su argomenti di attualità tipo quelle di photocase (https://www.photocase.de/) che mi piacciono molto.

Nessuna percentuale sulla vendita.
Massima pubblicità alle vendite condotte con successo.
Nessuna esclusiva a priori, ma può far parte della trattativa col cliente.

Tutto da discutere nei dettagli, la mia è una pietra buttata nello stagno, vediamo se fa cerchi…

Il tradimento di Shutterstock

shutter-red-b by .

Nel mondo microstock al momento non si parla d’altro: dal 1 giugno le percentuali delle royalties di Shutterstock sono cambiate.
In meglio o in peggio? Direte voi.
In peggio naturalmente e comunicate con solo un paio di giorni di anticipo.

In sostanza se il giorno prima prendevo 36 centesimi di dollaro per download ora sono retrocessa a 10 centesimi per download.
Se vendo tanto posso aspirare ad avere di più, ma all’inizio di ogni anno si riazzera il vantaggio creato dalle vendite, si riparte da capo e devo rimettermi a correre.
Ci sono è vero anche le vendite speciali che ogni tanto ti portano in tasca qualcosa, ora comunque anche quelle più che dimezzate in valore.

Non c’entra il COVID o una perdita di Shutterstock. Da quel che ho raccolto in giro la società è in fiore, non ha debiti, ha parecchi milioni di dollari in cassa e sede nell’Empire State Building a NY.

Il nuovo sistema penalizza al massimo i piccoli contributors con qualche migliaio di immagini in vendita, che poi sono quelli che maggiormente dipendono dalle royalties spesso anche per la loro sopravvivenza.

Insomma una bruttissima sorpresa.

E poi quello schiaffo dei 10 centesimi, quando ogni foto la progetti, la ispezioni al 100% per vederne i difetti, la processi con Photoshop o simili e poi ci fai sopra le keywords (lavoro noiosissimo ed odioso) stando attenta a mettere davanti le più significative o a delineare le 10 più importanti per l’idiosincrasia di qualche agenzia. Un casino di lavoro.
Forse non lo sapete, ma in questo mercato così bizzarro per la stessa immagine puoi ricevere una royalty da pochi centesimi a 100 dollari o più a seconda dell’agenzia e dall’opzione di acquisto scelta dal compratore. La situazione non è una rarità.
Allora non puoi fare a meno di pensare “questi 10 centesimi mi fanno perdere la vendita più sostanziosa da un’altra parte”.
Così cancelli da Shutterstock quell’immagine. E poi tutte le altre con un qualche potenziale di vendita e lasci solo le tue prime quando avevi poca esperienza di post-processing e in verità sono proprio bruttine… ma forse per 10 centesimi possono anche venderle…
Poi per completare l’opera togli i links al tuo portfolio di Shutterstock dal tuo blog, dal tuo sito, ecc.

E finalmente ti senti meglio!

La vita al tempo del corona virus

FOUTAIN-s by .

Con questa storia del corona virus i giorni sono diversi dal solito.
Il mio lavoro sul web non ha subito scosse, c’è più tempo però per riscoprire la natura e i meli in fiore: l’aria è più cristallina ed è bellissimo andare in bici nei dintorni.
Insomma c’è più tempo per guardarsi attorno ed apprezzare quello che si ha vicino a noi. Ho preso in mano alcune mie foto locali e le ho “acquarellate”, un mio tributo di affetto a questa cittadina universitaria dall’aria sanamente rurale ma a solo 20 minuti di metro dal centro di Monaco.

Stock images: è giunto il momento del sito personale?

Mishmash objects with statue by Luisa Fumi.

Riflessioni sul microstock

Stato dell’ arte

Frequento non proprio ogni giorno ma quasi il forum microstockgroup popolato dai fotografi che contribuiscono con le loro immagini alle più conosciute agenzie di microstock. Così, per sentire il polso della situazione. Per lo più ne escono alti lai sul deterioramento della professione e sulle percentuali delle royalties sempre in diminuzione.
E’ vero, per i contributors la crisi c’è ed è in un buco nero.
Complice la diffusione di macchine fotografiche e smartphones sempre più perfezionati, il mercato è inflazionato: l’ offerta è enorme, di qualità da sufficiente a eccelsa. Le agenzie ne approfittano, i compensi calano. La concorrenza fra le agenzie stesse sembra sempre più spietata e le più piccole soccombono.

A cosa servono 100 milioni di immagini?

Le agenzie ora possono contare su perlomeno diecine di milioni di immagini.
Ma siamo sicuri che la scelta del cliente funzioni al top?
Come si fa ad arrivare all’immagine “giusta” se le statistiche dicono che la maggior parte degli utenti in una ricerca non va oltre la prima pagina o al massimo guarda le prime tre?
Sembra che le agenzie per non fare uscire sempre le stesse immagini in una data ricerca le ruotino, in parte random, in parte seguendo criteri che vengono aggiustati di volta in volta.

Mi chiedo se valga la pena di sprecare tanto tempo nel keywording che è la parte più noiosa dell’image processing. Ma soprattutto: che senso ha per un’agenzia possedere tante immagini se poi è come se ne avesse solo qualche migliaio da far vedere ?
Mi domando se non siamo anche qui in un buco nero di crisi.

Una via d’uscita

Forse è giunto il momento di rispolverare con altri criteri il sito personale, dove il fotografo vende da solo le proprie immagini.
Non un sito generico però, altrimenti ci confonderemmo con le piccole agenzie che hanno già vita difficile.
Un sito monografico su un argomento di interesse piuttosto ampio, che possa contenere qualche migliaio di immagini, ben studiato, diviso magari in gallerie secondo sub-categorie, facile da sfogliare dagli appassionati del genere: da chi cerca ad esempio immagini di sport, di difesa personale o alpinismo, di una certa regione Europea alquanto turistica, uno stile di vita vegano, concerti rock, energie sostenibili e altri temi molto attuali oppure un po’ retro tipo steampunk.
Magari aggiungendoci vicino un blog, che male non fa.
Pensate un po’ alle vostre passioni, a cosa vi piace fotografare di più: nel vostro cassetto (digitale) sono sicura che avete immagini in quantità.
In questa maniera le tanto sudate keywords estratte e divenute tags delle vostre pagine non vengono sprecate ma verranno usate da Google (o ancora meglio da Duckduckgo) per far trovare nelle ricerche proprio le vostre foto.
Parola mia, provato sulla mia pelle e funziona! 😀

Le vostre 2000 – 4000 immagini abilmente presentate e SEO ottimizzate possono farsi valere tutte e piazzarsi bene da sole con i motori di ricerca.

E poi perchè limitarsi ad un unico sito monografico? Sulla falsariga del primo potete crearne altri.
Coraggio, che forse una via di uscita c’è.

Dopotutto non occorre attirare milioni di visitatori e spendere follie in pubblicità quando ci si può permettere di tenere tutto il ricavato.

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Restyling del blog di Web Ankh

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Per Sonja e me è stato un anno di lavoro web pieno ed impegnativo.
Questo mio blog ne ha sofferto parecchio: prometto in futuro di curarlo di più, è nei miei buoni propositi per l’anno nuovo

Sonja che è più diligente di me ha trovato il tempo per un restyling del Blog in tedesco della nostra agenzia Web-Ankh e per scrivere qualche articolo.
Ecco qui la nuova testata, non è una bellezza? Dite di sì, la foto di sfondo è mia :-), l’ho scattata un paio di giorni fa con la prima gelata di questo inverno.

COME INIZIARE A VENDERE STOCK ONLINE CON UN INVESTIMENTO DI 171$

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Una volta presa la decisione di costruire il mio sito vintage-nostalgia.com per vendere stock images (vedi puntata precedente: UN SITO DI STOCK IMAGES TUTTO MIO ) mi sono messa alla ricerca di cosa esistesse di pronto per facilitarne lo sviluppo.
La mia lunga pratica di web designer è tornata molto buona nel accorciare i tempi di questa fase.
Non solo, ma anche a ridurre di brutto la spesa iniziale.

REALIZZAZIONE SITO-SHOP – LE SCELTE DECISIVE

Piattaforma web:

Per vendere esistono parecchie soluzioni nel web. Alcune sono chiavi in mano e spesso costano parecchio.
In effetti, visti i prezzi mensili e annuali, mi sono orientata subito verso WordPress una piattaforma generica open source e free che conosco molto bene:

  • non è specificatamente orientata allo shop, quindi molto flessibile
  • è la piattaforma web più diffusa con un numero incalcolabile di plugins – molti dei quali free – da aggiungere a seconda delle proprie esigenze

Scelta fatta! Occorre ora decidere che plugin-shop usare.

Shop digitale:

La mia scelta si è ristretta subito: Woocommerce o Easy Digital Downloads (EDD)?
Scartate altre soluzioni anche tagliate su misura proprio per vendere immagini online sono rimasta su quelle che mi sembravano più affidabili e flessibili.
In entrambi i casi gli shop-plugins di base sono free. Sono le opzioni che falcidiano il portafoglio: ora è in voga far pagare l’acquisto dei plugins-opzione non una tantum ma annualmente come in una specie di affitto. Anche se il costo non è insopportabile provate a moltiplicarlo per 5 o 6 e diventa un fardello.
Alla fine ho optato per EDD – specifico per vendere prodotti digitali – scegliendo solo la versione base free senza sub-plugins che costano, alcuni anche parecchio. Idem per Woocommerce che da questo punto di vista non è da meno per farvi pagare caramente ogni desiderio in più.

Hosting

Qui vale l’esperienza professionale. Nella mia carriera ho frequentato e usato molto compagnie di hosting: alcune non esistono più, delle altre conosco i pregi e i difetti.
Mi sono buttata su qualcosa nuovo per me: ho scelto la versione Turbo shared di A2 Hosting completa di SSL e senza limiti di memoria. Almeno sulla carta era proprio quello che cercavo: un server senza limiti di memoria e con prestazioni veloci per non essere penalizzata dai motori di ricerca.

Il sito sembra effettivamente veloce, la versione shared va bene almeno per incominciare e il costo annuale pari a circa 146$ per il primo anno (raddoppia nei seguenti) si è preso la parte del leone del mio budget. Se le prestazioni promesse si rivelano affidabili il prezzo è più che accettabile.

Presentazione immagini:
Gli altri 25$ del budget iniziale se li è presi la versione PRO di WP Show Post che conoscevo già e che trovo eccezionale nella presentazione sia di pagine piene di immagini che di post tipo blog:

Il resto è free
E poi stop con le spese. Il resto sono sono tutti plugins di WordPress scelti con molta cura fra i free of charge, spesso non direttamente correlati con uno shop.
Aiuta molto in questi casi l’abitudine di analizzare separatamente ogni singolo problema da risolvere.

In pratica il mio lavoro è stato:

  • ricercare online la soluzione di un determinato task
  • scaricare un plugin
  • provarlo
  • disattivarlo
  • provarne un altro e così via fino a trovare una soluzione soddisfacente

Così ben focalizzata, più di una volta mi è capitato di trovare la soluzione nelle pieghe di WordPress stesso senza il bisogno di un altra aggiunta software.

Automazione = indipendenza

La prossima puntata è un po’ più tecnica e riguarda in dettaglio l’automatizzazione delle immagini e della pagine web dal computer allo shop.
La scelta di automatizzare OFFLINE la preparazione dei files e delle pagine web per il sito ha un suo motivo strategico:
in questa maniera qualsiasi host va bene.
A parte la velocità non viene chiesta al server nessuna opzione particolare, nessun software aggiuntivo per il trattamento delle immagini: rimane tutto nello standard delle offerte. Questo riduce drasticamente il costo del servizio.

Se non vi trovate bene da un host, in pochi giorni (dipende dal numero delle immagini da caricare per ftp) siete operativi da un altra compagnia.

Puntata precedente: UN SITO DI STOCK IMAGES TUTTO MIO
Prossima puntata: COME AUTOMATIZZARE UN SITO DI STOCK IMAGES E VIVERE FELICI

UN SITO DI STOCK IMAGES TUTTO MIO

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Da un sacco di tempo volevo un mio sito personale dove vendere immagini.
Ci avevo già provato in passato senza molto successo: i problemi di manutenzione del sito erano troppo gravosi anche automatizzando parzialmente l’upload delle immagini.

Insomma ci avevo messo proprio una pietra sopra fino a quando una serie di considerazioni (di cui riferisco qui sotto) mi hanno fatto ripensare al progetto.
Ora però ce l’ho fatta: ho un sito automatizzato in tutte le sue parti, semplice da mantenere e mi pare funzionale e piacevole per l’utente.
Ho scelto per cominciare solo un mio prodotto di nicchia: la divulgazione high res di immagini antiche dai libri di antiquariato che colleziono con grande passione e che restauro e riproduco digitalmente con un procedimento collaudato e messo a punto in anni di esperienza

Le considerazioni preliminari:

  • Il mercato delle stock images è ormai inflazionato: tutti possono scattare foto di qualità con macchine fotografiche a buon prezzo e con cellphones. L’offerta e la concorrenza sono enormi.
  • Le agenzie lavorano con decine di milioni di immagini (a dir poco), ricercare lì in mezzo quelle ‘giuste’ per il cliente non è un compito facile.
    Mi sembra che troppe immagini comportino un effetto boomerang: già dopo aver sfogliato online 4-5 pagine piene di foto o illustrazioni l’interesse decade rapidamente. Mi domando se le mie immagini caricate sui siti delle agenzie vengano trovate anche se curo in maniera maniacale le keywords perdendoci molto tempo su.
  • Una riprova ai miei dubbi mi viene purtroppo dal fatto che – pur dopo aver alimentato di qualche migliaio di immagini i miei accounts sul pugno di agenzie dove ancora vale la pena di postare – il rendimento in royalties anche se non cala non aumenta.
  • Leggendo poi il muro del pianto che sono diventati i forums specializzati, mi viene un altro brutto pensiero: che non solo le royalties siano ormai in generale alquanto modeste ma che non esista nessun controllo su quante nostre immagini vengano effettivamente vendute. Ci fidiamo?

Mi sembra che occorra a questo punto riprendere in mano l’iniziativa e giocare nel web le proprie carte in maniera differente. Come fare? Sbrigliando la fantasia mi viene in mente che la soluzione potrebbe essere una coperativa online di artisti collegati in un megasito dove ognuno ha il suo spazio-sito e la sua nicchia-specialità personale

Era un po’ questa l’idea di Simbiostock che però sembra non abbia funzionato. Probabilmente il difetto non stava nell’idea in sé ma nella sua realizzazione. Le intenzioni di partenza parevano buone: ho anche usato il loro plugin per la gestione delle immagini che mi è però sembrato alquanto farraginoso.

Comunque il primo problema da risolvere rimane come realizzare un sito stock personale completamente automatizzato. Una volta costruito e funzionante, può eventualmente mergersi con strutture analoghe e crescere assieme.

Come il cane che rosicchia l’osso ho cominciato ad affrontare di nuovo l’idea del sito stock personale scomponendolo in task semplici.

I requisiti minimi del sito:

  • il sito deve essere veloce altrimenti non è competivo e viene penalizzato dai motori di ricerca: il host deve essere scelto con gran cura
  • Il sito deve utilizzare una connessione sicura: il protocollo SSL è ormai indispensabile per ogni sito per bene e in particolare per uno shop
  • il sito deve essere in regola con le direttive EU: questo vuol dire privacy policy e prezzi con tasse in evidenza.
  • Lo spazio del sito non deve essere limitato a pochi Gigabytes

Gli automatismi necessari

    Certo è sempre possibile preparare manualmente le pagine dei prodotti dello shop o caricare manualmente le immagini, ma non è questa la strada per poter avere un sito aggiornabile senza fatica ogni giorno. Mi sono posta il problema di come fare per automatizzare completamente l’aggiornamento senza intervento manuale:

  • Le immagini devono essere caricate a blocchi per ftp, la connessione più veloce fra il vostro computer e il server online
  • Occorre estrarre offline i metadata dalle immagini automaticamente, soprattutto le keywords estremamente importanti per l’ottimizzazione delle pagine web per i motori di ricerca dove vengono usate come tags
  • Occorre caricare tutti i dati per popolare un blocco di pagine web dello shop automaticamente con un file di testo. Un protocollo generalmente usato sono i files .csv preparati in ambiente Excel.
  • I files .csv a loro volta devono essere costruiti offline dai dati delle immagini e completati con i rimanenti parametri delle pagine dei prodotti (categorie, url’s dei files da scaricare ecc.) in maniera automatica

Last but not least…

Un ultimo requisito importante: l’investimento monetario iniziale deve essere modesto.
Occhio ai costi dunque: quando e se l’agenzia personale prende le ali si possono allargare i cordoni della borsa.

Nella prossima puntata: COME INIZIARE A VENDERE STOCK ONLINE CON UN INVESTIMENTO DI 171$

Problemi per preparare una privacy policy? (IT)

Non è una cosa semplicissima. Essendo un’agenzia web ci siamo attrezzate per i nostri clienti e siamo rimaste sorprese e quasi commosse nel trovarli estremamente riconoscenti.

Abbiamo dovuto preparare policies in tre lingue (italiano, inglese e tedesco) e tagliarle su misura per chi aveva i cookies, o chi solo un blog, senza tralasciare le iconette social, Google Analytics e PayPal.

Certo, è stata una bella faticaccia, anche perchè all’inizio anche noi eravamo un po’ spaesate, dovendo trovare delle fonti attendibili e sicure. Quindi abbiamo fatto un bel po’ di lavoro. Abbiamo pensato che molti si saranno trovati nella stessa situazione e avranno di fretta raffazzonato un testo qualsiasi pur di essere in regola, visto che le multe sono veramente salatissime.

Se può interessarvi, possiamo stendere privacy policies personalizzate in italiano (o in inglese e in tedesco, molto utile se avete un sito plurilingue, i vostri visitatori lo apprezzeranno!), ad un prezzo veramente modico, poichè il grosso della preparazione l’abbiamo già fatto.

Dobbiamo premettere che comunque la responsabilità della privacy policy è vostra: non siamo uno studio legale anche se abbiamo avuto un appoggio legale come input, quindi vi chiederemo una liberatoria riguardo a responsabilità, cosa peraltro che tutti i notri clienti hanno sottoscritto di buon grado.

Contatteci senza impegno a info@luisafumi.com oppure a info@web-ankh,com, saremo veramente liete di aiutarvi!

Restyling web-ankh agenzia Internet (IT)

Finalmente la mia web-partner ed io abbiamo trovato il momento di rinnovare il sito della nostra agenzia web-ankh.com in italiano e tedesco. Presto, appena i nostri impegni ce lo consentiranno aggiungeremo le pagine in inglese.

web-ankh.com agenzia internet

La parte più importante del sito riguarda le prestazioni offerte divise per specialità:

siti web

  • parallax, one-page site, ottimo per cominciare in bellezza
  • siti responsive & mobile, per una perfetta diffusione su ogni schermo
  • WordPress & blog, come monetizzare il vostro tempo con un blog
  • E-shops, con supporto marketing oriented
  • siti multilingua, per un mercato potenzialmente enorme

servizi web

  • domain & hosting, know-how pluriannuale al vostro servizio per evitare passi falsi
  • logo & grafica, comunicazione e stile per il vostro sito
  • foto & immagini creative, scegliamo assieme le immagini per completare le vostre idee
  • animazioni 3D, per oltrepassare la barriera del linguaggio
  • SSL encryption, sicurezza e web ranking
  • PayPal, non solo shop
  • restyling per siti trendy
  • manutenzione & cura, non vi lasciamo soli

presenza web

  • online marketing, tagliato su misura
  • ottimizzazione SEO, per il ranking del vostro sito
  • testi creativi, per catturare l’attenzione di un mouse click
  • social media & blog, sinergie per espandere la vostra presenza web

protezione web

Un sistema completo di protezione e monitoraggio per proteggere il vostro sito contro hacking e malware.
A questo proposito trovate un mio articolo qui

Microstock: cosa fotografare

Cosa fotografare che possa interessare un acquirente?

Non c’è limite al brutto.

Posso scioccarvi? Non sempre le vostre foto più belle coincidono con le più vendute.
guardate alcune mie immagini, vendute e rivendute attraverso gli anni :

una camicia scozzese isolata su bianco

red winter shirt with tartan pattern


una grata metallica per terra

grunge and dirty iron floor plate with diamond motives
un cartello di lavori in corso

road in maintenance signal on a urban pavement


una pianta di pomodori…

Gardening on the balcony, potted tomato plant with ripe cherry tomatoes to be harvested

… questa cornice vuota è il mio best-seller da Shutterstock è ha totalizzato finora solo lì la bellezza di 616,28 dollari di royalties!

non dico proprio che non c’è limite al brutto e banale, ma spesso guardando una foto ho pensato: mah, mettiamola pure anche se non si venderà. E invece…

Per compensare fra i miei best sellers ci sono alcune foto iconiche di edifici tipo il palazzo reale a Genova

Royal Palace (Palazzo Reale or Palazzo Stefano Balbi)) in Genoa, Italy is  beautiful example of monumental architecture. Building begun on 1618 for the Balbi family

o luoghi fotogratissimi come L’Englischer Garten a Monaco, qui in una calda giornata di Ferragosto,

MUNICH, GERMANY-AUGUST 15, 2013. People enjoy the sun on the green of the Englischer Garten in Munich on a summer holiday day

che comunque da anni vendono sempre molto bene.

Per contro alcune immagini che mi sembrano bellissime, sembra che piacciano solo a me.

La nicchia, un mito da sfatare.

Molti vi diranno: trovate la vostra nicchia, trovate un campo nuovo dove c’è poca concorrenza.
A me sembra importante invece come vi guardate attorno. Vi direi piuttosto di rivisitare le strade già battute senza paura: più che la tecnica è importante il contenuto e il vostro punto di vista.
Fatevi pure ispirare dalle foto più popolari nelle agenzie di microstock , ma riproponetele in maniera nuova: pensate al concetto che volete esprimere e a una prospettiva un po’ inusuale. Se si tratta di un paesaggio focalizzatevi su un particolare significativo, quello che della scena vi colpisce di più.

Venice, Arsenal dockyard built in 1104 with ancient docks, the powder house and a piece of modern art presented at the Biennale di Venezia

Siate creativi, è la parte più divertente di tutta la faccenda microstock

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