Microstock: cosa fotografare, parte I

Cosa fotografare che possa interessare un acquirente?

Non c’è limite al brutto.

Posso scioccarvi? Non sempre le vostre foto più belle coincidono con le più vendute.
guardate alcune mie immagini, vendute e rivendute attraverso gli anni :

una camicia scozzese isolata su bianco

red winter shirt with tartan pattern


una grata metallica per terra

grunge and dirty iron floor plate with diamond motives
un cartello di lavori in corso

road in maintenance signal on a urban pavement


una pianta di pomodori…

Gardening on the balcony, potted tomato plant with ripe cherry tomatoes to be harvested

… questa cornice vuota è il mio best-seller da Shutterstock è ha totalizzato finora solo lì la bellezza di 616,28 dollari di royalties!

non dico proprio che non c’è limite al brutto e banale, ma spesso guardando una foto ho pensato: mah, mettiamola pure anche se non si venderà. E invece…

Per compensare fra i miei best sellers ci sono alcune foto iconiche di edifici tipo il palazzo reale a Genova

Royal Palace (Palazzo Reale or Palazzo Stefano Balbi)) in Genoa, Italy is  beautiful example of monumental architecture. Building begun on 1618 for the Balbi family

o luoghi fotogratissimi come L’Englischer Garten a Monaco, qui in una calda giornata di Ferragosto,

MUNICH, GERMANY-AUGUST 15, 2013. People enjoy the sun on the green of the Englischer Garten in Munich on a summer holiday day

che comunque da anni vendono sempre molto bene.

Per contro alcune immagini che mi sembrano bellissime, sembra che piacciano solo a me.

La nicchia, un mito da sfatare.

Molti vi diranno: trovate la vostra nicchia, trovate un campo nuovo dove c’è poca concorrenza.
A me sembra importante invece come vi guardate attorno. Vi direi piuttosto di rivisitare le strade già battute senza paura: più che la tecnica è importante il contenuto e il vostro punto di vista.
Fatevi pure ispirare dalle foto più popolari nelle agenzie di microstock , ma riproponetele in maniera nuova: pensate al concetto che volete esprimere e a una prospettiva un po’ inusuale. Se si tratta di un paesaggio focalizzatevi su un particolare significativo, quello che della scena vi colpisce di più.

Venice, Arsenal dockyard built in 1104 with ancient docks, the powder house and a piece of modern art presented at the Biennale di Venezia

Siate creativi, è la parte più divertente di tutta la faccenda microstock

Internet hacking e malware: è possibile proteggere il proprio sito? (IT)

Ebbene sì.
L’ho provato sulla mia pelle. Lo scorso anno, pur avendo una protezione anti-malware specifica a pagamento dal mio host (ora ex host), ho coabitato con una back-door e con una banda cinese che vendeva a mia insaputa articoli di moda contraffatti. Da allora ho :

  • cambiato host,
  • subito un buon numero di brute force attacks,
  • testato in parallelo differenti protezioni contro malware e individuato la più valida,
  • costruito un sistema di protezione ormai collaudato sotto diverse centinaia di attacchi.

Situazione

Putroppo lo scenario in Internet è molto differente dalla tranquillità di un paio di anni fa: adesso sono i siti relativamente piccoli di buona reputazione che fanno gola.
Nessuno può pensarsi immune dal pericolo ormai. Nei casi migliori si va dallo scavare surretizialmente cripto monete per conto altrui al trovarsi il flusso dei clienti deviato verso altri siti.
Fra le ipotesi più inquetanti c’è il ricatto da ransomware, ora approdato anche ai websites piccoli.

Conseguenze e rimedi

Ma questo non è neanche il peggio. La faccenda più grave è che, insensibili alla tua disperazione, Google ti bandisce e Firefox e gli altri browsers ti mettono una bella pagina rossa di pericolo davanti alle tue pagine con la scritta “oltrepassa a tuo rischio” facendo scappare i tuoi potenziali visitatori.
Se non altro a quel punto bisogna agire immediatamente per non lasciarsi addosso permanentemente una pessima – e ingiusta – fama.

Altro problema da considerare è che i vari software esistenti all’uopo sono – quasi tutti – bravi a dire che cosa ti è capitato, ma la prevenzione la fanno in pochi. Almeno io ho avuto la fortuna (ahem, diciamo così ) di testare contemporaneamente diversi software sotto attacco e di capire cosa funziona e cosa no.
Da lì poi ho cominciato a costruire con la mia partner web un sistema completo di protezione e monitoraggio da usare e da offrire ai nostri clienti.

La protezione web è poi una faccenda attiva e continua, insomma per sopravvivere senza grandi preoccupazioni la chiave è essere sempre aggiornati. Per me ormai è diventata routine e non ho più avuto problemi. Altrettanto possono dire i nostri affezionati clienti.

Vi incuriosisce?

Prevenzione

Vi anticipo cosa offre il nostro pacchetto prevenzione malware:

  • installazione di un firewall contro attacchi esterni al sito
  • installazione di un software di monitoraggio malware e protezione
  • monitoraggio continuo e protezione contro effrazione, brute force attacks, defacement, back-doors, ransomware, hacking e malware generico
  • scan anti-malware giornaliero
  • pluri-backups dell’intero sito su server esterno
  • prevenzione attiva con l’aggiornamento delle componenti software del sito (ad esempio, i plugins di wordpress)

Vi interessa saperne di più? contattatemi senza alcun impegno, solo due chiacchere.

p.s.
Rischiare può costar caro.
Noi costiamo mooolto meno.